


Esame
Analisi
Comparazione
La dattiloscopia è la branca della criminalistica che si occupa dello studio, del rilievo e del confronto delle impronte digitali a fini identificativi. Si fonda su tre postulati biologici fondamentali:
- la classificabilità: i disegni papillari non sono caotici, ma seguono schemi geometrici precisi che permettono di catalogare, archiviare e ricercare i dati in modo standardizzato con l’utilizzo di specifici archetipi;
- l’immutabilità: i disegni papillari non cambiano dalla nascita alla morte;
- l’unicità: non esistono due impronte uguali, nemmeno tra gemelli omozigoti.
Salvatore Ottolenghi, sfruttando come base il Bertillonage, comprese che il caos di quelle linee poteva essere catalogato. Successivamente Galton inventò un sistema che permettesse di classificare le impronte grazie a 4 archetipi fondamentali: adelta, monodelta, bidelta e figure composte. Una mano diventava così una sequenza numerica, una specie di “codice a barre” umano.
Francis Galton capì che per dimostrare l’unicità di un’impronta non bastava guardarla da lontano e dire “è un’ansa” o “è un vortice”. Bisognava scendere nei dettagli. Bisognava analizzare quelle che oggi chiamiamo le caratteristiche di Galton, o più comunemente le minuzie.
Sono i punti in cui una linea, improvvisamente, si interrompe nel nulla, i punti in cui una linea singola si sdoppia per diventare due correnti separate o ancora, sono quei rari momenti in cui una linea si apre e si richiude subito dopo, racchiudendo un piccolo spazio vuoto, come un lago in mezzo a una valle.
Galton comprese che il disegno generale di un’impronta è solo un vestito, ma le minuzie sono la trama del tessuto. Sono la firma genetica e biologica che la natura imprime su di noi. La probabilità di avere lo stesso pattern di minuzie è di una su 64 miliardi.
È grazie a questa intuizione che è nato il moderno confronto dattiloscopico. Si sovrappone l’impronta del sospettato a quella rinvenuta sulla scena e inizia ad analizzare e a confrontare le minuzie.
Oggi, quel lavoro manuale fatto di lenti d’ingrandimento e inchiostro nero è stato ereditato dall’AFIS, un sistema informatico planetario che setaccia milioni di impronte in pochissimi secondi. Ma il principio cardine resta lo stesso di un secolo fa.
Quando un criminale entra in una stanza, può indossare una maschera, può fabbricarsi un alibi perfetto e può persino costringersi al silenzio davanti ai giudici. Ma lascerà dietro di sé una firma invisibile. La dattiloscopia è la scienza che rende visibile quella firma, trasformando un frammento di sudore e grasso cutaneo in una prova schiacciante.